Oggi vediamo insieme uno dei primi strumenti da mettere nella cassetta degli attrezzi per progettare una vita più leggera: il ciclo di Deming.
Da biologa, che si è ritrovata a studiare in una stanza piena di ingegneri ed economisti, ricordo che più di una volta, mentre seguivo le lezioni mi bloccavo con la penna sospesa nell’aria a pensare “Caspita! Questa sì che è una cosa figa, forse dovrei farlo anch’io 🤨”.
Se le Scienze ci insegnano che c’è un’analogia fra ciò che avviene nell’infinitamente piccolo e ciò che accade nell’immensamente grande, perché non provare a traslare questo concetto ad altri ambiti? Per esempio possiamo applicare le strategie che funzionano a livello dei complessi organismi aziendali e dei processi industriali, per trovare un modus operandi che ci permetta di essere più efficienti ed efficaci anche nella nostra vita di tutti i giorni.
L’approccio ingegneristico alla vita
Di certo non sono io la prima ad aver avuto questa epifania. Nel grandioso mondo di Internet è pieno di ingegneri che sfruttano il loro mindset e le lezioni apprese sull’efficientamento dei processi produttivi o dei modelli lavorativi, per migliorare la propria vita e quella delle persone che li seguono. Devo ammettere che è estremamente avvincente! Di base aggiustano quello che non funziona o migliorano ciò che funziona male.
Per questo, quando mi sono ritrovata a pensare come adattare quello che stavo apprendendo sulla sostenibilità, non solo alla mia professione, ma anche alla mia vita, ho capito che prima di tutto, avrei dovuto iniziare dal ciclo di Deming.
Il ciclo di Deming
La maggior parte dei Sistemi di Gestione oggi presenti sul mercato si basano sui principi del Ciclo di Deming, ovvero un metodo di pensare, coordinare e controllare i processi atto a perseguire quello che è definito il miglioramento continuo.
E già qua potrei fermarmi. Quanto è bello pensare di adottare nella propria vita, oltre che nel proprio lavoro, un modo di ragionare e agire che ci permetta di migliorarci continuamente, invece di ristagnare fra gli amabili e confortevoli agi dello status quo?
Ma il Ciclo di Deming ci dà anche qualcosa di più: ci dice esattamente come farlo, in modo semplice ed efficace.
Questo metodo di gestione si basa su quattro fasi: PLAN – DO – CHECK – ACT.
Vediamole insieme rapidamente.
PLAN, o fase di pianificazione: identifico il problema, o l’area che voglio migliorare, capisco quali sono le azioni che devo implementare per risolverlo e progetto cosa devo fare per realizzarle (tempo, budget, risorse, etc…).
DO, o fase dell’applicazione: una volta che ho il mio programma teorico, adotto le soluzioni identificate per la risoluzione della problematica iniziale.
CHECK, o fase di controllo: monitoro l’andamento delle strategie che ho adottato. Funzionano? Non funzionano? Perché? Questa è probabilmente la fase più importante in assoluto perché ci consente di capire se stiamo andando nella direzione desiderata.
ACT, o fase dell’agire: mettiamo in atto gli aggiustamenti che ci permettono di arrivare all’obiettivo prefissato.
E quando ho finito e raggiunto il mio obiettivo iniziale, riinizio il ciclo da capo: si può sempre migliorare!
Andiamo sul pratico
Vi faccio un esempio per capire che cosa s’intende con il ciclo di Deming, tratto da una scena di vita comune che sarà famigliare a molti di noi.
PLAN: Mi arriva la bolletta del gas e quasi svengo perché è triplicata rispetto allo scorso inverno. Fra il desiderio di emigrare in un Paese tropicale e la ricerca disperata su Google “come andare in letargo?” (in alternativa a “come diventare miliardario in un paio di giorni”), capisco che devo fare qualcosa, altrimenti finisco sul lastrico. Allora ragiono sulle reali possibili alternative che mi si pongono davanti.
Opzione a) Cambiare operatore. Abbastanza rischioso, di sicuro non immediato e potenzialmente poco impattante sul problema;
Opzione b) Ridurre i miei consumi di gas. Semplice, veloce ed efficace. BINGO! Decido di accendere il riscaldamento in una fascia ristretta di tempo nella mia giornata, solo quando strettamente necessario.
CHECK: Finalmente è arrivata la bolletta e Urrà!! Questa volta il mio conto corrente è salvo
ACT: decido se è necessario effettuare un ulteriore taglio ai miei consumi e comprarmi quel maglione in pura lana merino che sembra fare tanto caldo, o evitare l’ibernamento e concedermi un paio di ore di riscaldamento in più.
Soluzioni sostenibili cucite ad hoc su di noi
Ora siamo sinceri, in ottica di miglioramento continuo, forse non è ancora chiarissimo dove voglio andare a parare con questo articolo.
Se sei capitato su questo blog infatti, quello che ti interessa è imparare ad avere un’impronta ambientale più leggera. E purtroppo non esiste una regola generale che vada bene per tutti. Per questo non troverai solo delle soluzioni prêt-à-porter, facili ma standardizzate. Proverò anche ad offrirti delle metodologie che potrai ritagliare sulle diverse situazioni che ti troverai ad affrontare e nelle scelte che dovrai prendere, in modo da essere autonomo e sperimentare nuove idee, alle quali io magari non ho pensato, ma che di certo sono fatte su misura per te e ti stanno a pennello.
Io vedo la sostenibilità un po’ come la dieta. Puoi seguire una dieta rigida che hai scaricato da internet per un paio di mesi e perdere quei chiletti in eccesso che ti trascini dalle feste, per poi dimenticartene non appena hai raggiunto l’obiettivo prestabilito. O imparare un nuovo stile alimentare che ti accompagnerà per il resto della tua vita, adeguandosi alle sue diverse fasi ed esigenze, e che ti consentirà di rimanere in forma e in ottima salute per tutto il tempo che desideri.
Infatti, anche se ci sembra che ci sia una data di scadenza alla crisi climatica e ambientale e che dobbiamo correre ai ripari giusto per scongiurare il disastro, la realtà è che il cambiamento di cui abbiamo bisogno deve essere profondo e duraturo. Al 2030, 2050 o 2100 non finirà il Mondo. Sono solo delle indicazioni temporali che ci servono per poter stabilire un piano di azione strategico efficace, ma il progresso verso dei modelli di produzione e consumo più responsabili è potenzialmente in continuo divenire e si modificherà sulla base delle innovazioni tecnologiche, della situazione geopolitica, delle esigenze e dei desideri della popolazione mondiale.
Per questo credo che una ricetta prestabilita, non sia la soluzione più idonea per tutti. Qualcuno preferisce imparare un metodo, da poter adattare ai diversi contesti nei quali si cimenterà.
Nessuno sa cosa infatti la vita abbia in serbo per te, ma di certo sai che, qualsiasi volta non ti sia ben chiaro come affrontare una situazione nuova e quale sia la soluzione migliore per te e per l’ambiente, puoi fermarti, riflettere, analizzare la situazione, decidere come muoverti, misurare i tuoi progressi e alla fine riesaminare gli obiettivi raggiunti.
E con questo metodo ti assicuro che, almeno per quanto mi riguarda, si possono ottenere risultati duraturi e realmente sostenibili, in primis per te stesso.