Spesso quando si parla di sostenibilità si è portati a credere che compiere scelte più consapevoli sia un privilegio di chi ha la possibilità economica per permetterselo.
Bè, ovvio che è così!!
Se non hai da mangiare e non sai come arrivare a fine mese, è chiaro che la tua principale preoccupazione non sarà di certo l’ impatto ambientale, non siamo ipocriti. La crisi climatica e ambientale, come approfondiremo meglio in altri articoli, ha un chiaro risvolto sociale. In primis proprio perché la povertà, la fame, la mancanza di infrastrutture, l’abbandono scolastico e una scarsa istruzione non sono di certo i presupposti ottimali per stimolare uno stile di vita più equo, giusto e rispettoso di tutte le forme di vita.
Non è infatti un caso, se fra gli SDGs troviamo degli obiettivi che richiamano esplicitamente la lotta alla povertà, alle guerre e alle diseguaglianze, oltre alla promozione di migliori condizioni di lavoro e lo sviluppo economico e sociale delle comunità. Quando la priorità è sopravvivere, tutto il resto assume una connotazione superflua o trascurabile.
Di conseguenza anche modelli di consumo e di produzione più sostenibili, necessitano a monte di condizioni socio-economiche idonee per indurre un certo di tipo di riflessioni che esulano dalla valutazione di quale supermercato faccia gli sconti migliori. Ca va sans dire!
Economicità e sostenibilità a braccetto
Detto questo, che per quanto lapalissiano mi sembra sempre giusto ricordarlo, è mio dovere anche rammentare che spesso i principi di circolarità seguono una logica di economicità ed efficienza. Quindi, all’interno di un contesto nel quale non sussistono eccessive ristrettezze economiche e si possono operare alcune decisioni in tranquillità, uno stile di vita con un ridotto impatto ambientale può diventare sostenibile anche per le nostre tasche.
Queste sono azioni che aiutano l’ambiente e rimpolpano il portafoglio:
- Evitare il superfluo;
- Ridurre i consumi;
- Riparare ciò che non funziona;
- Comprare prodotti dai piccoli agricoltori e artigiani locali;
- Rivendere ciò che non si utilizza;
- Acquistare articoli vintage e second-hand;
- Riutilizzare in modo creativo ciò che, ad una prima occhiata, potrebbe essere destinato alla spazzatura.
Molte di queste azioni, come vedrai in questo articolo, si ispirano ai principi dell’economia circolare, che possono essere tranquillamente applicati anche alla nostra vita di tutti i giorni, non solo per condurre una vita più consapevole e responsabile, ma anche per tenere sotto controllo le nostre spese.
Salutiamo i luoghi comuni
Diventa quindi più che mai necessario allontanarsi dall’immaginario collettivo che vede la sostenibilità appannaggio di figure stereotipate e caricaturizzate: da un lato i radical chic e le mamme della Milano bene, che acquistano solo frutta biologica, i pannolini anallergici e i giocattoli educativi;
Per avere uno stile di vita all’insegna del rispetto della natura, non serve né avere la governante né rifugiarsi su un eremo e vivere in comunità. Basta adattare il nostro stile di vita a delle nuove necessità e fare un piccolo passo alla volta.
Un passo alla volta
Oggi esistono tantissime realtà che ci aiutano a farlo. Applicazioni gratuite che ci insegnano ad essere sostenibili divertendoci, piattaforme che rendono semplicissimo approcciarsi al mercato dell’usato, iniziative volte a ridurre lo spreso alimentare e a promuovere l’acquisto di prodotti locali e biologici.
Si assiste ad una rinnovata sensibilità e consapevolezza sul tema. Le aziende stanno adottando sistemi di produzione circolari e sono più attente a comunicare le proprie decisioni ai consumatori, le start up per contrastare l’inquinamento e il cambiamento climatico spuntano come funghi, le informazioni sono ovunque e alla portata di tutti, basta solo sapere dove e a chi rivolgersi.
Adottare uno stile di vita più leggero è innanzitutto una questione di cura, per noi stessi, per l’ambiente che ci circonda e per le future generazioni. E non è vero che avere cura di qualcosa implica necessariamente una grande spesa di denaro (o di tempo). La cura non è altro che attenzione. Tenere a mente che esistono altre opzioni, muoversi per cercare nuove soluzioni, attivarsi per mettere in pratica abitudini originali. E una volta capito come fare, ce n’è davvero per tutte le tasche!
Non ci sono più alibi, neanche quello dei soldi! È solo una questione di scelte.