Interno, esterno, con le ali, senza ali, per flusso abbondante, colorato, profumato, minimal, anatomico, anallergico (aerodinamico e aerospaziale)… c’è un assorbente un po’ per tutti i gusti. Anche per chi, come noi, cerca delle alternative sostenibili. Oggi, per fortuna, è infatti possibile, e sempre più facile, prenderci cura di noi stesse e del Pianeta nel quale viviamo, senza diventare matte o doverci impelagare con l’arte del “fai-da-te”, riscoprendoci – non sempre con ottimi risultati – piccole chimiche o artiste in erba. Vediamo insieme quindi come poterci destreggiare fra l’offerta crescente e trovare qualcosa che faccia al caso nostro e posso eguagliare il nostro assorbente di fiducia (sì, perché uno non vale l’altro e un po’ come per i biscotti, ognuna di noi ha il suo assorbente del cuore).
Soluzioni sostenibili per il ciclo mestruale
Fermo restando, come racconto qui, che le soluzioni tradizionali a cui solitamente ci affidiamo, fin dal menarca, non siano le migliori per l’ambiente, per tutta una serie di motivi, primo fra tutti, il fatto che generino un sacco di rifiuti (ricordiamoci sempre che, a spanne, ogni donna va incontro a circa 400 cicli mestruali nella sua vita fertile), quando valutiamo a quale supporto igienico affidarci, dobbiamo prima di tutto pensare alla salute, alla sicurezza e alla nostra comodità. Perché va bene tutto, ma quella dell’attenzione all’Ambiente, non deve diventare un’ossessione, che non fa altro che complicarci la vita (come se ce ne fosse bisogno!). Molto meglio compiere piccoli passi, ma costanti, che grandi cambiamenti, poco sostenibili sul lungo periodo.
Quindi ecco a te la lista delle soluzioni alternative che puoi iniziare a provare dal prossimo mese😉
Assorbenti/tamponi bio-degradabili
Sei affezionata alla tua soluzione usa e getta e alla sola idea di avere a che fare con il sangue o di bollire la coppetta mestruale nel pentolino del latte ti viene male?
Questa soluzione potrebbe fare al caso tuo. Sicuramente è quella più semplice, ma non necessariamente né la più economica né quella più sostenibile. Nella scala gerarchica dei rifiuti, infatti, il miglior rifiuto è quello che non viene prodotto. Meglio sempre far affidamento a prodotti riutilizzabili e concepiti con materie prime e processi rispettosi dell’ambiente. Detto questo sicuramente è da preferirsi una soluzione biodegradabile, priva di materiali plastici, piuttosto che il tradizionale assorbente o tampone con una componente sintetica decisamente rilevante. Oggi si trovano facilmente sugli scaffali ormai di tutti i supermercati, supporti igienici biodegradabili 100% in cotone. Mi raccomando: verifica bene in etichetta che non siano presenti altri materiali e che il cotone sia coltivato biologicamente (in modo da evitare di entrare a contatto con sostanze chimiche potenzialmente irritanti).
Sinceramente la mia esperienza con gli assorbenti in cotone non è delle migliori, perché, soprattutto se hai una vita particolarmente attiva, tendono a sfibrarsi per via dello sfregamento continuo con la pelle. Per quanto riguarda i tamponi interni invece il problema riguarda principalmente l’inserimento e l’estrazione: se sei particolarmente sensibile preferirai un applicatore in plastica e un tampone che non si gonfi eccessivamente durante l’uso.
Attenzione al fine vita: controlla sempre le indicazioni riportate in confezione per smaltire correttamente il tuo supporto igienico, solo i prodotti compostabili possono essere gettati nell’umido.
Pro: Biodegradabili e/o compostabili, facili da usare, semplici da reperire, varietà di marche e dimensioni
Contro: Sono comunque soluzioni che richiedono acqua e terreno per le coltivazioni e producono rifiuti che devono essere gestiti. Il costo è decisamente più considerevole delle alternative tradizionali e non sempre siamo soddisfatte del risultato durante l’impiego
Coppetta mestruale
La coppetta mestruale, come dice il nome stesso, è un contenitore a forma di campana rovesciata, di varie dimensioni, in silicone medicale o lattice che viene inserito all’interno della vagina e, grazie ad un effetto a ventosa, consentirà di raccogliere i fluidi mestruali. La sua peculiarità, oltre alla durata e all’efficacia, è che è perfettamente riutilizzabile per un periodo di alcuni anni. Oggi sta diventando abbastanza facile da reperire, sia nei negozi fisici che online e tendenzialmente, anche i brand più blasonati, offrono prezzi vantaggiosi. Per quanto più cara di un normale pacchetto di assorbenti, è pur vero che si ammortizza velocemente il prezzo con il riutilizzo in un paio di mesi.
Purtroppo però, non è tutto oro quel che luccica. Se infatti per quanto riguarda le performance di sostenibilità e il rapporto qualità/prezzo, la coppetta rappresenta sicuramente una delle alternative più virtuose (proprio per via della sua lunga vita), dobbiamo sempre far i conti con altri aspetti. Come tutte le soluzioni interne, infatti, non è comoda per chiunque. Il pro e il contro della coppetta è che essendo un dispositivo per la raccolta del sangue interno, si presta benissimo ad essere utilizzato in contesti diversi (spiaggia, mare, rapporti superficiali, …) però, al contempo, in alcuni individui sensibili, genera un certo fastidio. Sebbene abbia amiche che l’adorano e giurano di dimenticarsi di averla addosso, ad esempio, io non sono mai riuscita ad utilizzarla per più che poche ore. In più, rispetto ai tamponi tradizionali, è necessario prendere confidenza con la manualità per inserirla ed estrarla senza fare danni e serve una certa esperienza (o fortuna – le due cose spesso sono alternative) per individuare la soluzione perfetta per la propria anatomia.
Indipendentemente da ciò, la consiglio spassionatamente a chi divide la casa con coinquilini sgradevoli: la loro espressione quando sterilizzerai la coppetta nella cucina di casa è senza prezzo (oltre a prestarsi a divertentissime gag da raccontare agli amici)!
Pro: riutilizzo, minor produzione di rifiuti, impiego in tantissime circostanze diverse, prezzo competitivo, facile da reperire
Contro: bisogna azzeccare il modello giusto, può generare fastidi, il corretto mantenimento è fondamentale per un utilizzo in sicurezza
Le mutande assorbenti
Grande scoperta dell’ultimo anno sono le mutande assorbenti che oramai puoi trovare anche nei negozi di intimo più comuni. Indistinguibili a una prima occhiata da un normale paio di slip, presentano uno strato assorbente e una parte impermeabile che impedisce perdite e macchie su gonne e pantaloni. Inoltre, contrariamente alle più grigie aspettative, risultano assolutamente inodori anche dopo un utilizzo prolungato. La capacità assorbente varia da modello a modello, e oggi in commercio si trovano soluzioni adatte a tutti i gusti, con versione più sobrie e altre più elaborate con pizzi e merletti.
Una volta superata la diffidenza iniziale, si scopre che le mutande assorbenti possono essere una soluzione davvero congeniale, perchè molto comode, versatili e decisamente sostenibili. Questa tipologia di underwear infatti, generalmente in cotone e elastan, può essere riutilizzata diverse volte, o almeno fino a che, come tutti i vestiti, non si usura. L’unica pecca è l’investimento iniziale. Se con un paio di coppette da alternare si riesce tranquillamente a gestire un ciclo mestruale, è necessario procurarsi almeno quattro cinque slip per poter affrontare più giorni di mestruazioni al costo complessivo di circa un centinaio di euro (con variazione da marca a marca). Comodissimo anche il lavaggio, a mano o in lavatrice, con tempo e fatica stimati davvero minimi.
Pro: sostenibilità, versatilità, comodità, inodore
Contro: prezzo
Il vincitore!
Ora si arriva al pezzo da novanta che, a parer mio, accontenta tutti i gusti e tutte le tasche (anche chi ha un animo più bohemienne): l’assorbente lavabile e riutilizzabile. Di cui ti faccio una recensione più approfondita qui sotto 👇.
Ma non finisce qui. Un altro aspetto importante da tenere in considerazione quando si compie qualsiasi acquisto, è sempre scegliere oculatamente il proprio negozio di riferimento, controllare le etichette e le certificazioni se presenti e, soprattutto quando si tratta di benessere intimo, affidarsi ai consigli dei commessi (se affidabili) o del servizio clienti. Non dimentichiamo inoltre che, tanto quanto il prodotto che andiamo ad acquistare, anche il packaging ha un impatto sull’ambiente: prediligiamo imballaggi minimal, in materiale riciclato e/o riciclabile.
Per finire…
P.s Ricordo sempre, che ci sono sicuramente altri prodotti che io non ho inserito in questa lista, poiché il mercato è una fucina continua di idee e soluzioni innovative. Qui però trovi solo ciò che ho sperimentato in prima persona, e di cui mi sento sicura nel garantire le caratteristiche qualitative. Se però hai qualche curiosità o oggetto supercalifragilisti-sostenibile di cui vuoi parlarci, scrivici nei commenti o mandaci una email! Così condividiamo e diffondiamo la cultura della sostenibilità prêt-à-porter.