L’Accordo di Parigi (in inglese Paris Agreement) rappresenta una pietra miliare nella lotta al cambiamento climatico perché è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante per contrastare l’aumento della temperatura a livello globale. L’accordo è stato istituito durante la COP 21 che si è tenuta a Parigi nel 2015 (da cui prende il nome) per volere di 197 Paesi ed è entrato ufficialmente in vigore solo l’anno successivo quando i 55 Paesi responsabili di almeno il 55% delle emissioni di GHG hanno ratificato l’Accordo. Attualmente (dato aggiornata al 2023, vedi ClimateWatch del WRI) l’Accordo è stato ratificato da 193 Paesi.
L’obiettivo principale di questo trattato è limitare l’aumento della temperatura terrestre di 1,5°C (max 2°C) rispetto ai livelli preindustriali. Lo strumento principale per consentire il raggiungimento di questo obiettivo sono i NDC (Nationally Determined Contributions), ovvero dei documenti programmatici che contengono le azioni strategiche che i singoli Stati intendono intraprendere per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra. In aggiunta a quest’ultimi, sono stati promossi anche i LT-LEDS (Long-Term Low greenhouse gas Emission Development Strategies), ovvero strategie a più lungo raggio rispetto ai NDC, e lo sviluppo di strumenti finanziari, innovazioni tecnologiche e soluzioni di capacity-building a supporto di azioni di mitigazione del e adattamento al cambiamento climatico nei Paesi che ne sono maggiormente bisognosi.
Fonte: https://unfccc.int/
È possibile scaricare il testo dell’Accordo di Parigi qui (EUR-LEX)
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