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La Foresta va in città

E se vi dicessi che un gruppo di attivisti di Parma ha creato un ambiente naturale e ricco di biodiversità, riqualificando un appezzamento di terra lasciato in disuso e vittima del degrado cittadino?

di Greta

Si parla ovunque di deforestazione e riforestazione. Ma per quale motivo le foreste sono considerate così importanti dagli addetti ai lavori?

Per rispondere a questa domanda, proviamo ad immaginare le foreste come un bene. Intendo proprio come un oggetto con uno specifico valore commerciale, che si possa vendere e comprare. Che costo dareste ad una Foresta in termini strettamente economici?

Il valore

Il concetto di valore di un bene è decisamente complesso e, oltre alle chiare implicazioni economiche, sottende anche aspetti politici e sociali. Dare un prezzo a qualcosa non è sempre facile ed è soggetto sia ad implicazioni oggettive, come la rarità di quell’oggetto o i tempi di produzione (un pezzo artigianale ad esempio costa di solito di più di un prodotto in serie), che ad implicazioni soggettive, come la percezione individuale dell’utilità o i sentimenti e le emozioni che ricolleghiamo a quel bene (il cosiddetto “valore affettivo” della collanina in plastica che ti ha regalato il primo amore).  o

Il valore di un bene, quindi non dipende tanto dal suo valore intrinseco, ma da quello che gli affidiamo in base all’utilizzo che ne viene fatto, alla nostra sensibilità e al rapporto fra la richiesta di quel bene e quanto ne possiamo produrre.

I servizi ecosistemici

Per cui, la domanda è questa: “Se la Foresta fosse un bene e volessimo acquistarla, come potremmo stabilire un prezzo equo?” Chiaramente qualcuno si è già posto il problema prima di me e l’economia ecologica ha trovato un’ingegnosa soluzione nei servizi ecosistemiciIn parole semplici per comprendere il valore delle foreste, dobbiamo prima capire a cosa ci servono e poi provare a stabilire un prezzo per il servizio che offrono (che però non è semplicissimo).

I servizi ecosistemici sono stati classificati in maniera organica per la prima volta nel 2005 nel Millenium Ecosystem Assessment, un monumentale progetto voluto dalle Nazioni Unite che ci mostra chiaramente come la nostra stessa vita dipenda strettamente da quella degli ecosistemi che ci circondano, identificando le modalità con le quali l’uomo usufruisce delle risorse che l’Ambiente gli mette a disposizione.

Quello che le Foreste fanno per noi

Tornando alle Foreste quindi… Riuscite a pensare a qualche ragione per la quale sono preziose?

Innanzitutto, ci permettono di respirare (no O2 no Party), ci forniscono cibo nutriente e legno per scaldarci e costruire le nostre case, stabilizzano il terreno su cui edifichiamo senza sosta e contribuiscono a limitare il cambiamento climatico sequestrando l’anidride carbonica dall’atmosfera (ricordi di fisiologia vegetale: durante la fotosintesi le piante utilizzano l’acqua e la CO2 atmosferica per ottenere l’energia necessaria per sopravvivere).

Oltre a queste banali quanto fondamentali funzioni, le Foreste svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere la vita sul nostro Pianeta. Sono un ecosistema che garantisce acqua filtrata e pulita (sulla cui importanza puoi trovare il mio articolo L’oro blu) e il mantenimento della biodiversità (stiamo o non stiamo rischiando la VI estinzione di massa della storia della Terra?), rappresentando un rifugio privilegiato per diversi animali.

Inoltre, oggi si inizia finalmente a parlare di tutti i benefici psicofisici dello star immersi nel verde ed in ambienti naturali: migliora le capacità cognitive, riduce lo stress, aumenta la memoria, accresce gli ormoni della felicità e del benessere, incrementa la vitalità… insomma ci aiuta a star meglio.

Che le Foreste, quindi, fosse altro per il fatto che ci permettono di respirare e mangiare, abbiano un valore inestimabile e che sia interesse di tutti salvaguardarle, penso sia chiaro… Io però vi avevo promesso buone notizie, o sbaglio??

La prima Food Forest Urbana

Allora oggi vi voglio raccontare brevemente di una realtà che si nasconde proprio dietro la casa in cui sono cresciuta: la Picasso Food Forest, meglio conosciuta come la prima Food Forest Urbana.

 Le Food Forest o Fruttorti sono dei giardini/foreste che forniscono ad animali ed esseri umani frutta e verdura commestibile. Queste foreste sono progettate lungo la dimensione verticale, in modo da garantire la presenza di piante, arbusti ed erbe che, ognuna con la sua peculiarità, consentono all’ecosistema di prosperare in autonomia. La gestione si avvicina moltissimo a quella degli habitat naturali intonsi dalla mano dell’uomo: sono i processi biochimici che si sviluppano al loro interno che ne assicurano lo stato di salute a lungo termine.

La Picasso Food Forest è nata per volontà di un affiatato gruppo di volontari, cittadini ed esperti. Il progetto, che è stato portato avanti con un rigore scientifico degno di nota (vi invito a visitare il sito per maggiori informazioni), si sposa con una visione più ampia atta a restituire un po’ di naturalità alle città.

I benefici delle Food Forest in città

In un mondo in cui il tasso di urbanizzazione è in continua crescita (a breve il 70% di noi vivrà in città sapevatelo), il contatto con la Natura è un privilegio riservato a pochi. La Picasso Food Forest è il frutto (questa volta è proprio il caso di dirlo!) di un programma di riqualificazione urbana atto non solo ad avvicinare la cittadinanza al concetto di naturalezza e naturalità, ma anche a fornire, in un contesto non convenzionale, un bel po’ di quei servizi ecosistemici di cui parlavamo prima: tutela della biodiversità (con 294 varietà di piante e 22 di funghi, la fauna ringrazia!), miglioramento della qualità della vita (provare, per credere!), e cibo gratuito per tutta la collettività.

Nelle Food Forest puoi imparare, divertirti o semplicemente goderti un po’ di Natura, stando in città.

Se ci aggiungiamo che gli organizzatori hanno anche previsto percorsi di familiarizzazione con le tecniche di permacultura ed agroecologia e di sensibilizzazione sull’importanza della biodiversità locale per tutta la cittadinanza, adulti e bambini, direi che le Food Forest urbane hanno fatto centro!!

Questa iniziativa contribuisce al SDG 11, che si pone l’obiettivo di promuovere dei centri urbani più resilienti e sostenibili, e al SGD 15, per la difesa degli ecosistemi terrestri e contrastare la perdita di biodiversità.

Non mi resta che sperare che dalla mia città natale molti possano prendere spunto per creare rigogliose foreste urbane, e che sempre più persone possano avvicinarsi alla Natura con occhi nuovi, consapevoli che da essa dipende il nostro benessere e la nostra sopravvivenza.

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